ModusOperandi - Il Paese delle Abolizioni

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Il Paese delle Abolizioni

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Da più di una settimana abbiamo in testa questo post; ci arriviamo dopo questo ottimo articolo, ma val la pena, senza ripetizione, spenderci qualche parola ancora, perlomeno sotto il profilo di ciò che ci compete, ovvero la comunicazione (politica, in questo caso). Questo è il Paese delle Abolizioni.

Abolire le tasse universitarie
Abolire il bollo auto
Abolire  il canone RAI
Abolire  la legge Fornero
Abolire 400 leggi, magari proprio quelle che vuoi abolire tu

Forse si tratta di una comunicazione di tipo subliminale-transitivo: poiché abolire è mettere una croce sopra, forse i partiti si sfidano giustamente a chi raccoglie più croci in cabina elettorale.

La campagna elettorale 2018 si apre senza una chiara comunicazione dei programmi di governo (ricordate gli stillicidi passati stile il programma dei primi 100 giorni?) ma con una serrata caccia ai mal di pancia di qualsivoglia categoria sociale del Paese: giovani, ricchi, poveri, anziani, arrabbiati (cioè tutti).
Se la comunicazione politica, soprattutto in campagna elettorale, è tesa ad intercettare consenso, questa non può che riflettere l'umore del Paese: deduciamo quindi che i nostri politici che scendono o salgono in campo, secondo la prospettiva, si rivolgano a una realtà sociale italiana atrofizzata, priva di spirito e di spinta, delusa e disillusa. Non esattamente quanto ci si aspetta da chi guarda al futuro, come ad esempio i giovani che, quasi certamente, di fronte a una comunicazione siffatta (quand'anche li raggiungesse attraverso i canali comunicativi che la politica di casa nostra predilige in assoluto, ovvero la TV) diserteranno in massa le urne. Neanche la proposta di abolizione delle tasse universitarie è cosa loro bensì delle famiglie, a ben vedere.
È ovvio che, in quest'ottica, la contesa elettorale sta deliberatamente rinunciando a quella fetta di elettorato: perché sforzarsi di proporre soluzioni per il futuro e presentare un programma di governo? 
Non è una campagna che parla ai giovani, ma una campagna che guarda a 12 anni fa.

Sì, avete capito bene.
Aboliremo l'ICI.

Quando tutto un sistema ci aveva fatto credere di averlo messo in soffitta, ora tutto il sistema rispolvera un arzillo ottantunenne che, nel bene e nel male, ha fatto una parte della storia della comunicazione in Italia, e i cui stilemi comunicativi vengono ripresi da tutte le forze politiche, ancora oggi.
Bene, amici creativi di Publitalia, pare ci siano praterie per voi in questa campagna elettorale, ad ogni angolo e in ogni coalizione. Rispolverate la Milano da bere. Magari rivista in chiave disagio.

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